Guida al DM Biometano 2022: Opportunità, Meccanismi e Regole per i Produttori
Il Decreto Ministeriale del 15 settembre 2022 (noto come DM Biometano 2022) rappresenta il pilastro della transizione energetica per il settore del biogas e del biometano in Italia. Sviluppato in stretta sinergia con gli obiettivi europei e nazionali, questo decreto punta a promuovere l'economia circolare riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Lo strumento incentiva sia la costruzione di nuovi impianti sia la riconversione di quelli esistenti, precedentemente adibiti alla produzione di energia elettrica da biogas. Per i produttori e gli acquirenti che utilizzano la piattaforma BioMatch.it, comprendere a fondo questo impianto normativo è il primo passo per sbloccare il potenziale economico e sostenibile dei propri asset aziendali.
Il decreto si rivolge a una vasta platea di operatori, distinguendo principalmente tra il settore agricolo e quello dei rifiuti organici (FORSU). Gli incentivi sono strutturati per finanziare la realizzazione ex novo di impianti di produzione di biometano oppure la riconversione parziale o totale di impianti di biogas esistenti. Questo significa che un'azienda agricola con un cogeneratore attivo può decidere di convertire la propria struttura per raffinare il biogas in biometano (upgrading) e immetterlo direttamente nella rete nazionale dei gasdotti, estendendo la vita utile e la redditività della propria infrastruttura.
Il Doppio Binario dell'Incentivazione
La vera forza del DM Biometano 2022 risiede nel suo sistema di supporto a "doppio binario". A differenza dei vecchi schemi basati esclusivamente sull'energia prodotta, l'attuale impianto normativo prevede una combinazione sinergica di due contributi:
- Un contributo in conto capitale (a fondo perduto) per le spese di investimento.
- Una tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano immessa in rete, erogata per un periodo di 15 anni.
Questo approccio è pensato per alleggerire l'esposizione finanziaria iniziale dei produttori durante la fase di costruzione (Capex), garantendo al contempo flussi di cassa stabili e prevedibili nel lungo periodo operativo (Opex).
La misura è finanziata a valere sulla Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4 del PNRR, con una dotazione finanziaria complessiva che supera i 2 miliardi di euro, gestiti direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). A seguito del consolidamento dei piani europei, i fondi e le relative scadenze sono stati strutturati per assicurare la massima efficacia degli investimenti. Il GSE opera come l'unico interlocutore per i produttori, gestendo un'istruttoria di qualifica unica che copre sia l'assegnazione dei fondi PNRR sia il riconoscimento delle tariffe incentivanti e delle relative Garanzie di Origine (GO).
Come Funzionano le Procedure Competitive
L'accesso alle agevolazioni non è diretto, ma avviene esclusivamente tramite la partecipazione a procedure competitive pubbliche (bandi d'asta a ribasso) indette periodicamente dal GSE. I produttori devono presentare le proprie istanze telematiche offrendo un ribasso percentuale sulla tariffa di riferimento posta a base d'asta (con un ribasso minimo obbligatorio pari o superiore all'1%). Nel caso in cui le richieste totali superino il contingente di capacità messo a disposizione per quel determinato bando, il GSE applica rigidi criteri di priorità basati sul maggior ribasso offerto, sulla maggiore riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) e sull'anteriorità cronologica della domanda.
Il contributo in conto capitale copre fino al 40% delle spese ammissibili sostenute per la progettazione e la realizzazione dell'impianto. Questo aiuto è soggetto a limiti massimi di costo specifico definiti dal decreto in base alla taglia dell'impianto, alla categoria di intervento e alla matrice utilizzata (agricola o rifiuti). Per i nuovi impianti agricoli, i massimali sono scalati in base alla capacità produttiva espressa in Smc/h (Standard metri cubi ora), differenziando tra impianti sotto i 100 Smc/h, tra i 100 e i 500 Smc/h, e sopra i 500 Smc/h. Questa frammentazione protegge la redditività delle piccole installazioni rispetto ai grandi poli industriali.
Tariffa Omnicomprensiva vs Tariffa Premio
Per quanto riguarda la tariffa erogata sulla produzione netta per 15 anni, il decreto introduce due opzioni di incentivo in conto energia. La prima è la Tariffa Omnicomprensiva (TO), richiedibile dagli impianti con capacità produttiva pari o inferiore a 250 Smc/h che immettono il biometano nelle reti con obbligo di connessione di terzi. Scegliendo la TO, il produttore cede interamente al GSE il compito di ritirare e commercializzare il biometano prodotto. In questo scenario, le Garanzie di Origine (GO) vengono emesse e contestualmente trasferite a titolo gratuito al GSE, mentre al produttore viene erogata una tariffa unica e omnicomprensiva per ogni MWh immesso.
| Tariffa Omnicomprensiva (max 250 Smc/h) | Tariffa Premio (qualsiasi taglia) |
|---|---|
| Ritiro e vendita del gas a carico del GSE | Vendita del gas sul mercato a carico del produttore |
| Le Garanzie di Origine (GO) vengono cedute al GSE | Le Garanzie di Origine (GO) restano al produttore |
| Ricavo fisso e garantito per ogni MWh immesso | Guadagno composto da: Tariffa Premio + Vendita Gas + Vendita GO |
La seconda opzione è la Tariffa Premio (TP), obbligatoria per tutti gli impianti con capacità superiore a 250 Smc/h e facoltativa per quelli di taglia inferiore o connessi a reti diverse (es. reti di trasporto non soggette a obbligo di terzi). Sotto il regime della TP, la vendita del biometano sul mercato libero resta sotto l'esclusiva responsabilità del produttore. Il GSE non ritira il gas, ma eroga un premio economico calcolato come differenza tra la tariffa spettante (aggiudicata in asta) e il prezzo medio di mercato del gas naturale. Il grande vantaggio della Tariffa Premio risiede nel fatto che le preziose Garanzie di Origine (GO) rimangono nella totale disponibilità del produttore, che può valorizzarle e rivenderle autonomamente sul mercato per generare un importante extra-ricavo.
I valori delle tariffe di riferimento variano a seconda della taglia dell'impianto. A seguito degli adeguamenti normativi introdotti per contrastare le dinamiche inflattive (come l'applicazione dell'articolo 18-bis del DL 104/2023), le tariffe base d'asta per impianti nuovi e riconvertiti sono state aggiornate per preservare la sostenibilità economica dei progetti. Le tariffe base si attestano indicativamente a circa 128,39 €/MWh per gli impianti con capacità produttiva minore o uguale a 100 Smc/h, e a circa 122,81 €/MWh per gli impianti con capacità superiore a 100 Smc/h, valori sui quali si applicherà poi il ribasso offerto in sede di gara.
Sostenibilità e Requisiti Tecnici Obbligatori
Per poter accedere a qualunque forma di incentivo, il biometano prodotto deve essere tassativamente certificato come "sostenibile" ai sensi della Direttiva Europea RED II (UE 2018/2001). Il decreto impone una drastica riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) lungo l'intero ciclo di vita del prodotto:
- Almeno il 65% di riduzione GHG se il biometano è destinato al settore dei trasporti (configurandosi come biometano avanzato).
- Almeno l'80% di riduzione GHG se destinato ad altri usi industriali o civili.
Questo richiede una pianificazione rigorosa della "dieta" dell'impianto, che deve privilegiare sottoprodotti agroindustriali ed effluenti zootecnici, riducendo drasticamente o azzerando l'uso di colture alimentari dedicate di primo raccolto (come il silomais).
Oltre ai limiti emissivi, il decreto introduce vincoli tecnici e agronomici molto stringenti che impattano sulla gestione quotidiana dell'azienda. Gli impianti agricoli devono prevedere obbligatoriamente uno stoccaggio coperto del digestato con un sistema di recupero del biogas che abbia un volume sufficiente a garantire una tenuta di almeno 30 giorni di produzione equivalente. Inoltre, per gli impianti situati in Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN) ad elevato carico zootecnico, sussiste l'obbligo di impiegare almeno il 40% in peso di effluenti zootecnici all'interno del piano di alimentazione, trasformando un potenziale problema di gestione ambientale in una risorsa energetica ad altissimo valore economico.
Il fattore tempo rappresenta l'elemento più critico per i produttori. Una volta che il progetto si è posizionato utilmente nella graduatoria del GSE e l'accordo di concessione è stato formalizzato, l'impianto deve essere completato ed entrare in esercizio commerciale entro un termine massimo di 24 mesi. Eventuali ritardi non giustificati da cause di forza maggiore comportano decurtazioni progressive della tariffa incentivante spettante (pari allo 0,5% per ogni mese di ritardo, fino a un massimo di 9 mesi).
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Domande frequenti
Quali impianti sono obbligati alla vendita autonoma?
Tutti gli impianti con capacità superiore a 250 Smc/h qualificati sotto il DM 2022 sono obbligati a vendere autonomamente il biometano a un acquirente industriale: senza un contratto di compravendita attivo il GSE non eroga la tariffa premio. Sotto soglia la vendita autonoma di biometano e GO resta facoltativa.
Come si calcola la tariffa premio del GSE?
La tariffa premio è la differenza fra la tariffa di riferimento aggiudicata dal produttore in asta competitiva, il prezzo medio mensile del gas naturale (prezzo ponderato con le quantità, registrato sul mercato del giorno prima del gas naturale MGP-GAS in negoziazione continua e sul mercato infragiornaliero del gas naturale MI-GAS in negoziazione continua, gestiti dal GME nel mese di ritiro, e pubblicato dal GME sul proprio sito internet) e il prezzo medio delle GO (valore del prezzo medio registrato sulla piattaforma di mercato per lo scambio delle Garanzie di Origine M-GO, pubblicato dal GME sul proprio sito istituzionale). Il prezzo medio delle GO è considerato pari a zero nel caso di contratto sotto DL Agricoltura - art. 5-bis. La tariffa premio viene erogata mensilmente dal GSE per 15 anni dall'entrata in esercizio dell'impianto.
Per quanti anni viene riconosciuto l'incentivo?
L'incentivo del DM Biometano 2022 ha durata di 15 anni dall'entrata in esercizio dell'impianto, indipendentemente dalla durata del contratto di compravendita firmato col cliente finale. Il produttore può ricontrattualizzare il contratto bilaterale di vendita più volte nei 15 anni senza perdere la tariffa premio.
Cosa succede alle Garanzie di Origine in caso di Tariffa Premio?
Le Garanzie di Origine non restano al GSE ma vengono trasferite direttamente dal produttore all'acquirente finale insieme al biometano fisico contrattualizzato. Sotto art. 5-bis del DL 63/2024 il prezzo della GO è fissato a zero nei contratti con acquirenti hard-to-abate, e il valore corrispondente viene integrato nella tariffa premio riconosciuta al produttore.