# Guida al DM Biometano 2022: Opportunità, Meccanismi e Regole per i Produttori

> Guida al DM Biometano 2022: contributo a fondo perduto PNRR, tariffa omnicomprensiva e premio GSE, aste competitive e requisiti di sostenibilità RED II.

- **Guida Biomatch**
- **URL canonica:** https://biomatch.it/guide/dm-biometano-2022
- **Pubblicato:** 2026-04-24
- **Aggiornato:** 2026-06-08
- **Sorgente:** https://biomatch.it/guide/dm-biometano-2022

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Il **Decreto Ministeriale del 15 settembre 2022** (noto come DM Biometano
2022) rappresenta il pilastro della transizione energetica per il settore
del biogas e del [biometano](https://biomatch.it/glossario/biometano) in Italia. Sviluppato in
stretta sinergia con gli obiettivi europei e nazionali, questo decreto punta
a promuovere l'economia circolare riducendo la dipendenza dai combustibili
fossili. Lo strumento incentiva sia la costruzione di nuovi impianti sia la
riconversione di quelli esistenti, precedentemente adibiti alla produzione
di energia elettrica da biogas. Per i produttori e gli acquirenti che
utilizzano la piattaforma BioMatch.it, comprendere a fondo questo impianto
normativo è il primo passo per sbloccare il potenziale economico e
sostenibile dei propri asset aziendali.

Il decreto si rivolge a una vasta platea di operatori, distinguendo
principalmente tra il settore agricolo e quello dei rifiuti organici
([FORSU](https://biomatch.it/glossario#forsu)). Gli incentivi sono strutturati per finanziare
la realizzazione ex novo di impianti di produzione di biometano oppure la
riconversione parziale o totale di impianti di biogas esistenti. Questo
significa che un'azienda agricola con un cogeneratore attivo può decidere di
convertire la propria struttura per raffinare il biogas in biometano
(upgrading) e immetterlo direttamente nella rete nazionale dei gasdotti,
estendendo la vita utile e la redditività della propria infrastruttura.

## Il Doppio Binario dell'Incentivazione

La vera forza del DM Biometano 2022 risiede nel suo sistema di supporto a
"doppio binario". A differenza dei vecchi schemi basati esclusivamente
sull'energia prodotta, l'attuale impianto normativo prevede una combinazione
sinergica di due contributi:

- Un **contributo in conto capitale** (a fondo perduto) per le spese di
  investimento.
- Una **tariffa incentivante** applicata alla produzione netta di biometano
  immessa in rete, erogata per un periodo di 15 anni.

Questo approccio è pensato per alleggerire l'esposizione finanziaria
iniziale dei produttori durante la fase di costruzione (Capex), garantendo
al contempo flussi di cassa stabili e prevedibili nel lungo periodo
operativo (Opex).

La misura è finanziata a valere sulla Missione 2, Componente 2, Investimento
1.4 del [PNRR](https://biomatch.it/glossario#pnrr), con una dotazione finanziaria complessiva
che supera i 2 miliardi di euro, gestiti direttamente dal
[GSE](https://biomatch.it/glossario/gse) (Gestore dei Servizi Energetici). A seguito del
consolidamento dei piani europei, i fondi e le relative scadenze sono stati
strutturati per assicurare la massima efficacia degli investimenti. Il GSE
opera come l'unico interlocutore per i produttori, gestendo un'istruttoria
di qualifica unica che copre sia l'assegnazione dei fondi PNRR sia il
riconoscimento delle tariffe incentivanti e delle relative Garanzie di
Origine ([GO](https://biomatch.it/glossario/garanzia-di-origine)).

## Come Funzionano le Procedure Competitive

L'accesso alle agevolazioni non è diretto, ma avviene esclusivamente tramite
la partecipazione a **procedure competitive pubbliche** (bandi d'asta a
ribasso) indette periodicamente dal GSE. I produttori devono presentare le
proprie istanze telematiche offrendo un ribasso percentuale sulla tariffa di
riferimento posta a base d'asta (con un ribasso minimo obbligatorio pari o
superiore all'1%). Nel caso in cui le richieste totali superino il
contingente di capacità messo a disposizione per quel determinato bando, il
GSE applica rigidi criteri di priorità basati sul maggior ribasso offerto,
sulla maggiore riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) e
sull'anteriorità cronologica della domanda.

Il contributo in conto capitale copre fino al **40% delle spese ammissibili**
sostenute per la progettazione e la realizzazione dell'impianto. Questo
aiuto è soggetto a limiti massimi di costo specifico definiti dal decreto in
base alla taglia dell'impianto, alla categoria di intervento e alla matrice
utilizzata (agricola o rifiuti). Per i nuovi impianti agricoli, i massimali
sono scalati in base alla capacità produttiva espressa in
[Smc/h](https://biomatch.it/glossario#smc) (Standard metri cubi ora), differenziando tra
impianti sotto i 100 Smc/h, tra i 100 e i 500 Smc/h, e sopra i 500 Smc/h.
Questa frammentazione protegge la redditività delle piccole installazioni
rispetto ai grandi poli industriali.

## Tariffa Omnicomprensiva vs Tariffa Premio

Per quanto riguarda la tariffa erogata sulla produzione netta per 15 anni,
il decreto introduce due opzioni di incentivo in conto energia. La prima è
la [**Tariffa Omnicomprensiva (TO)**](https://biomatch.it/glossario#tariffa-omnicomprensiva),
richiedibile dagli impianti con capacità produttiva pari o inferiore a 250
Smc/h che immettono il biometano nelle reti con obbligo di connessione di
terzi. Scegliendo la TO, il produttore cede interamente al GSE il compito di
ritirare e commercializzare il biometano prodotto. In questo scenario, le
Garanzie di Origine (GO) vengono emesse e contestualmente trasferite a
titolo gratuito al GSE, mentre al produttore viene erogata una tariffa unica
e omnicomprensiva per ogni MWh immesso.

| Tariffa Omnicomprensiva (max 250 Smc/h) | Tariffa Premio (qualsiasi taglia) |
|------------------------------------------|------------------------------------|
| Ritiro e vendita del gas a carico del GSE | Vendita del gas sul mercato a carico del produttore |
| Le Garanzie di Origine (GO) vengono cedute al GSE | Le Garanzie di Origine (GO) restano al produttore |
| Ricavo fisso e garantito per ogni MWh immesso | Guadagno composto da: Tariffa Premio + Vendita Gas + Vendita GO |

La seconda opzione è la [**Tariffa Premio (TP)**](https://biomatch.it/glossario/tariffa-premio),
obbligatoria per tutti gli impianti con capacità superiore a 250 Smc/h e
facoltativa per quelli di taglia inferiore o connessi a reti diverse (es.
reti di trasporto non soggette a obbligo di terzi). Sotto il regime della
TP, la vendita del biometano sul mercato libero resta sotto l'esclusiva
responsabilità del produttore. Il GSE non ritira il gas, ma eroga un premio
economico calcolato come differenza tra la tariffa spettante (aggiudicata in
asta) e il prezzo medio di mercato del gas naturale. Il grande vantaggio
della Tariffa Premio risiede nel fatto che le preziose Garanzie di Origine
(GO) rimangono nella totale disponibilità del produttore, che può
valorizzarle e rivenderle autonomamente sul mercato per generare un
importante extra-ricavo.

I valori delle tariffe di riferimento variano a seconda della taglia
dell'impianto. A seguito degli adeguamenti normativi introdotti per
contrastare le dinamiche inflattive (come l'applicazione dell'articolo
18-bis del DL 104/2023), le tariffe base d'asta per impianti nuovi e
riconvertiti sono state aggiornate per preservare la sostenibilità economica
dei progetti. Le tariffe base si attestano indicativamente a circa **128,39
€/MWh** per gli impianti con capacità produttiva minore o uguale a 100
Smc/h, e a circa **122,81 €/MWh** per gli impianti con capacità superiore a
100 Smc/h, valori sui quali si applicherà poi il ribasso offerto in sede di
gara.

## Sostenibilità e Requisiti Tecnici Obbligatori

Per poter accedere a qualunque forma di incentivo, il biometano prodotto
deve essere tassativamente certificato come "sostenibile" ai sensi della
Direttiva Europea [RED II](https://biomatch.it/glossario/red-ii) (UE 2018/2001). Il decreto
impone una drastica riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG)
lungo l'intero ciclo di vita del prodotto:

- Almeno il **65% di riduzione GHG** se il biometano è destinato al settore
  dei trasporti (configurandosi come biometano avanzato).
- Almeno l'**80% di riduzione GHG** se destinato ad altri usi industriali o
  civili.

Questo richiede una pianificazione rigorosa della "dieta" dell'impianto, che
deve privilegiare sottoprodotti agroindustriali ed effluenti zootecnici,
riducendo drasticamente o azzerando l'uso di colture alimentari dedicate di
primo raccolto (come il silomais).

Oltre ai limiti emissivi, il decreto introduce vincoli tecnici e agronomici
molto stringenti che impattano sulla gestione quotidiana dell'azienda. Gli
impianti agricoli devono prevedere obbligatoriamente uno stoccaggio coperto
del [digestato](https://biomatch.it/glossario#digestato) con un sistema di recupero del biogas
che abbia un volume sufficiente a garantire una tenuta di almeno 30 giorni
di produzione equivalente. Inoltre, per gli impianti situati in
[Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN)](https://biomatch.it/glossario#zone-vulnerabili-nitrati) ad
elevato carico zootecnico, sussiste l'obbligo di impiegare almeno il 40% in
peso di effluenti zootecnici all'interno del piano di alimentazione,
trasformando un potenziale problema di gestione ambientale in una risorsa
energetica ad altissimo valore economico.

Il fattore tempo rappresenta l'elemento più critico per i produttori. Una
volta che il progetto si è posizionato utilmente nella graduatoria del GSE e
l'accordo di concessione è stato formalizzato, l'impianto deve essere
completato ed entrare in esercizio commerciale entro un termine massimo di
**24 mesi**. Eventuali ritardi non giustificati da cause di forza maggiore
comportano decurtazioni progressive della tariffa incentivante spettante
(pari allo 0,5% per ogni mese di ritardo, fino a un massimo di 9 mesi).

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## Domande frequenti

### Quali impianti sono obbligati alla vendita autonoma?

Tutti gli impianti con capacità **superiore a 250 Smc/h** qualificati sotto il DM 2022 sono obbligati a vendere autonomamente il biometano a un acquirente industriale: senza un contratto di compravendita attivo il GSE non eroga la tariffa premio. Sotto soglia la vendita autonoma di biometano e GO resta facoltativa.

### Come si calcola la tariffa premio del GSE?

La tariffa premio è la differenza fra la tariffa di riferimento aggiudicata dal produttore in asta competitiva, il prezzo medio mensile del gas naturale (prezzo ponderato con le quantità, registrato sul mercato del giorno prima del gas naturale [MGP-GAS](https://biomatch.it/glossario#mgp-gas) in negoziazione continua e sul mercato infragiornaliero del gas naturale MI-GAS in negoziazione continua, gestiti dal GME nel mese di ritiro, e pubblicato dal GME sul proprio sito internet) e il prezzo medio delle GO (valore del prezzo medio registrato sulla piattaforma di mercato per lo scambio delle Garanzie di Origine M-GO, pubblicato dal GME sul proprio sito istituzionale). Il prezzo medio delle GO è considerato pari a zero nel caso di contratto sotto DL Agricoltura - [art. 5-bis](https://biomatch.it/glossario#art-5-bis). La tariffa premio viene erogata mensilmente dal GSE per **15 anni** dall'entrata in esercizio dell'impianto.

### Per quanti anni viene riconosciuto l'incentivo?

L'incentivo del DM Biometano 2022 ha durata di **15 anni** dall'entrata in esercizio dell'impianto, indipendentemente dalla durata del contratto di compravendita firmato col cliente finale. Il produttore può ricontrattualizzare il contratto bilaterale di vendita più volte nei 15 anni senza perdere la tariffa premio.

### Cosa succede alle Garanzie di Origine in caso di Tariffa Premio?

Le Garanzie di Origine non restano al GSE ma vengono trasferite direttamente dal produttore all'acquirente finale insieme al biometano fisico contrattualizzato. Sotto [art. 5-bis del DL 63/2024](https://biomatch.it/glossario#art-5-bis) il prezzo della GO è fissato a **zero** nei contratti con acquirenti hard-to-abate, e il valore corrispondente viene integrato nella tariffa premio riconosciuta al produttore.

