# ETS

> Sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂. Le industrie soggette ad ETS devono restituire ogni anno un numero di quote (EUA) pari alle proprie emissioni; il consumo di biometano fisico riduce le emissioni Scope 1 e quindi il fabbisogno di EUA.

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L'EU ETS (Emissions Trading System) è il principale strumento europeo di politica climatica: un mercato cap-and-trade che fissa un tetto decrescente alle emissioni di CO₂ delle industrie più energivore e dei settori aviazione e marittimo, e assegna o vende all'asta quote di emissione (EUA) che i soggetti obbligati devono restituire ogni anno in misura pari alle loro emissioni effettive. Più i soggetti riescono a ridurre le emissioni, meno EUA devono comprare; meno EUA in circolazione, più alto il prezzo della quota — e più alto il segnale economico alla decarbonizzazione.

Per un'impresa soggetta ad ETS — cementifici, vetrerie, raffinerie, ceramica, chimica di base, acciaio, carta — la sostituzione del gas naturale fossile con biometano fisico ha un effetto diretto sul fabbisogno di quote. Il biometano è classificato come combustibile rinnovabile a fattore di emissione zero e l'energia bruciata viene contabilizzata fra le emissioni Scope 1 con coefficiente nullo, a condizione che il consumo sia certificato da Garanzie di Origine RED II valide. Ogni MWh di biometano fisico cancellato a copertura del consumo riduce dunque, alla pari, il numero di EUA che l'impresa dovrà restituire al regolatore.

La riforma "Fit for 55" del 2023 ha accelerato il phase-out delle quote gratuite ed esteso il perimetro dei soggetti obbligati. In parallelo, la European Commission Notice C/2024/440 e l'art. 5-bis del DL 63/2024 hanno chiarito il riconoscimento del biometano come strumento di compliance ETS, fissando a zero il prezzo della Garanzia di Origine nei contratti firmati con acquirenti hard-to-abate e integrando il valore della GO nella tariffa premio riconosciuta dal GSE al produttore.

