# Biometano

> Gas rinnovabile ottenuto dall'upgrading del biogas da digestione anaerobica di FORSU, sottoprodotti agricoli e reflui zootecnici, immesso nella rete italiana e tracciato dal GSE tramite Garanzie di Origine.

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Il biometano è la versione rinnovabile del gas naturale: stesso vettore energetico (metano, CH₄), stessa rete di trasporto e distribuzione, ma origine biologica anziché fossile. Si ottiene dal biogas — la miscela di metano e anidride carbonica generata dalla digestione anaerobica di FORSU, sottoprodotti agricoli, scarti zootecnici e dell'agroindustria — attraverso un processo di upgrading che separa la CO₂ e porta la concentrazione di metano oltre il 95 %, livello compatibile con le specifiche di immissione in rete.

In Italia il biometano immesso in rete è disciplinato dal DM Biometano 2022, che ne ridisegna l'incentivazione e il modello di vendita: il GSE non lo ritira più, ma riconosce al produttore una tariffa premio sulla differenza fra prezzo di mercato e tariffa di riferimento aggiudicata in asta. Per impianti con capacità superiore a 250 Smc/h la vendita autonoma a un acquirente industriale (tipicamente un soggetto ETS hard-to-abate) è obbligatoria.

Dal punto di vista commerciale il biometano viene contrattualizzato congiuntamente alla relativa Garanzia di Origine: l'acquirente riceve sia la molecola fisica iniettata in rete sia il certificato GSE che ne attesta l'origine rinnovabile. Questo doppio passaggio è ciò che consente all'industria pesante di rendicontare gas rinnovabile in Scope 1 e di ridurre il fabbisogno di quote ETS (EUA).

